Ago tibi gratias, profexor !

poème de Vamba (alias Luigi Bertelli)
L’O di Giotto, Giornale opuscolo satirico settimanale fiorentino e romano, 12 aprile 1891, n. 16, Anno II, pp. 23 e ss.

Grazie, o poeta Sbarbaro,
Di ogni dottrina edotto,
A le fiere polemiche
Già di gran tempo rotto.

Quell’ode tua di lirica
Ha sì splendidi voli
Che è sol paragonabile
Ai parti del Fagioli.

Bravo ! il tuo bel poetico
Componimento, invero,
Merita dieci e il plauso
Di tutto il mondo intero.

Dall’Alpi al Capo Passero
Dall’Ofanto al Ticino,
Dalla gentil Vigevano
Alla regal Torino,

Dalla vaga Peretola
Alla moral Milano,
Dalla sapiente Sgurgola
Fino a Borgo a Buggiano,

Dalla bagnata Brindisi
Ai colli fiorentini,
Da Como alla benefica,
Culta Montecatini,

Da Reggio a Valdinievole,
Dalla mite e caruccia
Frascati, alla impagabile
Nota Roccacannuccia,

Da Cazzano di Bergamo,
A Ficulle, da Pescia
A Chiavari, e da Cuneo
A Goglione di Brescia,

A sentir Numismatici,
Fisici e Letterati,
A sentir Matematici,
Sociologi e Avvocati,

Bibliotecari, chimici
Maestri, finanzieri
Professori, meccanici
Giornalisti, ingegneri,

Falegnami, tipografi,
Pittori, stipettai,
Faccini, pizzicagnoli,
E sarti e calzolai

E pasticceri e orefici
E vetturini e artisti,
E fruttaroli e medici
Critici ed ebanisti,

Osti, filodrammatici,
Scrittori d’appendici,
Dame, modiste, ostetriche,
Serve e ricamatrici,

Tutti cantan le laudi
Del dotto professore
Unendo col medesimo
Eziandio l’editore.

Laonde dunque pregiomi
A lor notificare
La stima e gratitudine,
E mi passo a segnare

Il di lei devotissimo
Servo ed affezionato,
Per incarico ed ordine,
Come in calce segnato.

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